sabato 30 aprile 2016

DIVIETO D’ACCESSO NEI MATTATOI



Non in Canada per i profughi siriani
Una recente notizia, secondo cui il ministro federale dell’occupazione canadese, Maryann Mihychuck, starebbe pensando di  assumere rifugiati siriani nei macelli della federazione, è una di quelle che apre orizzonti di pensiero: non è cosa di poco conto, infatti,  che, a fronte dei numeri di una crescente disoccupazione, i cittadini del paese siano disposti a rifiutare uno stipendio, quando comporta andare ad  uccidere di persona vitelli, pecore  e maiali e lavorarne le carni.
E’ l’ennesima occasione per alzare  il velo su quella realtà negata e offuscata in tutto il mondo occidentale che è quella dei macelli. Realtà rimossa e nascosta dal punto di vista fisico e della sua stessa esistenza, se è vero che, nonostante l’immenso numero di animali quotidianamente mangiati (dati Fao non aggiornati) parlano di 56 miliardi di animali terrestri uccisi ogni anno) , i luoghi della loro uccisione sono molto spesso ignoti: non ne conosciamo la dislocazione e tanto meno sappiamo cosa veramente abbia luogo al loro interno. Ne intravediamo la realtà visto che ci capita di incontrare  su strade e autostrade camion stipati di vitelli, mucche, maiali, cavalli: incrociamo persino il loro sguardo attraverso le barre che li imprigionano e ne sentiamo i lamenti se ci capita la malaugurata sorte di fermarci in una piazzola dove anche il loro autista si è preso una sosta. Imbarazzante allora camminare vicino a loro e cogliere l’orrore in atto nel rapido sguardo che gettiamo prima di girare di scatto la testa dall’altra parte, perché non ce la facciamo proprio ad osservarli ancora. E se l’estate è torrida o l’inverno gelido, i lamenti che udiamo  sono strazianti non solo di sete e stanchezza. Da qualche parte, dobbiamo pur dircelo, stanno andando e dove se non ad essere ammazzati? Ma dove sia il posto in genere lo ignoriamo.

sabato 16 aprile 2016

TORI : FIESTA PER CHI?


 


  A volte siamo colpevoli di colpe che proprio non attengono alla tipologia delle nostre manchevolezze, colpe che non commetteremmo mai se solo fossimo liberi di scegliere, come quando, pacifisti nel profondo, siamo costretti a sostenere con le nostre tasse, senza averlo mai voluto,  le spese per una produzione (esorbitante) di armi da vendere qua e là per il mondo; non meno odiosa e altrettanto insensata è la somma che per anni abbiamo versato, quali cittadini europei, per sovvenzionare regolarmente e lautamente (129 milioni di € ogni anno) un’istituzione nefasta, crudele e ignobile quale  è la corrida, che  il parlamento europeo ha fino a tutto il 2015 sostenuto con un flusso di denaro pubblico, che solo nell’ottobre scorso è stato per la prima volta interrotto dal voto finalmente contrario di una maggioranza di deputati.
Siamo lontanissimi dalla  fine della corrida, ma si tratta comunque di un passo importante per contenerne  la diffusione, visto che, in assenza di questi aiuti da parte dell’Europa, le municipalità, che in Spagna si scontrano  per decidere se disinvestire da altri progetti in favore della nobile  causa della mattanza pubblica dei tori, incontreranno per lo meno difficoltà a sostenerne i costi. Al momento si  stanno confrontando animatamente i vari partiti.